Oltre ai comuni sistemi di immmobilizzazione completa di un traumatizzato, quali la tavola spinale o il materassino a depressione, esiste ormai da tempo sul mercato un presidio per il bloccaggio della sola colonna "in toto" chiamato immobilizzatore spinale.
L'immobilizzatore spinale, o estricatore, o estrinsecatore è uno strumento  nato per tutelare la colonna vertebrale da ulteriori traumi, mantenendo una buona immobilizzazione di tutto il rachide mentre si estrae un infortunato da un veicolo dopo un incidente o si rimuove un soggetto con potenziali lesioni alla colonna da una posizione semiseduta, in particolare se incacerato.
Il più conosciuto è l'estricatore di tipo Kendrik e per un suo corretto utilizzo sono necessari almeno tre soccorritori con una manovra da eseguirsi in diversi passaggi come di seguito descritti:
MODALITA' DI IMPIEGO:
- Durante il primo passaggio uno dei soccorritori si posizionerà dietro il traumatizzato ed immobilizzerà il capo ponendosi posteriormente alla testa dell'infortunato; la posizione delle sue mani prevede i pollici dietro la nuca, le altre dita di lato al capo aperte a ventaglio tra la zona temporale (dito indice), lo zigomo (dito medio) e l'arcata mandibolare.
Successivamente il soccorritore provvederà ad allineare il capo dell'infortunato in posizione neutra, ossia con l'asse dello sguardo del ferito che forma un angolo di 90° rispetto all'asse corporeo. Il soccorritore non dovrà più abbandonare la testa del traumatizzato sino a quando non sarà stato posizionato il collare cervicale e fissato il capo all'immobilizzatore spinale.
Un secondo soccorritore si posizionerà di lato all'infortunato, appoggerà una mano sulla parte anteriore ed una su quella posteriore del torace e manterrà il tronco eretto ed allineato con il capo congiuntamente all'altro soccorritore.
- Un terzo soccorritore dovrà liberare il collo da oggetti e vestiti e posizionare il collare cervicale.
Dopo la sua applicazione è da ricordare che per il mantenimento della posizione neutra nell'adulto potrà essere necessario l'inserimento di uno spessore (ad es. un telino di 3-4 cm.) tra la nuca ed il piano di appoggio. Solitamente nel bambino lo spessore dovrà invece essere posizionato sotto le spalle.
- Da questo momento il primo soccorritore manterrà la posizione neutra manualmente coadiuvato dal collare cervicale e coordinerà il posizionamento dell'estricatore.
Il secondo soccorritore si posizionerà in modo da facilitare l'inserimento dell'estricatore talvolta ponendosi anche dal lato dell'infortunato opposto rispetto al terzo soccorritore.
Il terzo soccorritore preparerà l'estricatore: mette in tasca i lacci per l'immobilizzazione del capo, controlla le piegature delle cinghie laterali e lascia le cinghie inguinali all'interno.
- Il primo soccorritore coordinerà gli altri soccorritori nell'applicazione dell'estricatore mantenendo il capo dell'infortunato in posizione neutra durante tutte le manovre.
Il secondo soccorritore sposterà eventualmente il tronco del ferito leggermente in avanti per facilitare il passaggio dell'estricatore, cercando di creare uno "spazio" tra il paziente ed il sedile o qualsiasi altro piano di appoggio del tronco.
Il terzo soccorritore introdurrà l'estricatore dal lato del traumatizzato tra la schiena dell'infortunato e lo schienale del sedile, facendo passare la parte alta dell'immobilizzatore tra le braccia del primo soccorritore.
- Il primo soccorritore manterrà la posizione neutra del capo.
Il secondo soccorritore estrae le cinghie "inguinali" ed appoggia i terminali delle due cinghie uno su un braccio e l'altro sull'altro braccio del primo soccorritore.
Il secondo ed il terzo soccorritore successivamente adagiano l'infortunato all'immobilizzatore e, quindi, allo schienale del sedile.
Il terzo soccorritore posiziona le ali laterali dell'estricatore sotto, le ascelle il più in alto possibile.
- Il primo soccorritore manterrà la posizione neutra del capo.
Il terzo soccorritore si farà passare dal secondo soccorritore la cinghia centrale, indicandone il colore, dopo averla agganciata passerà l'estremità libera della stessa al secondo soccorritore affinchè possa trazionarla e stringerla ma non completamente.
La medesima operazione verrà ripetuta con le cinghie inferiore e superiore.
- Il primo soccorritore manterrà la posizione neutra.
Il secondo soccorritore recupererà una cinghia "inguinale" dal braccio del primo soccorritore e la farà passare sotto la coscia del traumatizzato, cercando di farla scorrere più aderente possibile all'inguine; la aggancerà alla fibbia omolaterale (possibile anche l'aggancio a quella controlaterale) tenendola accuratamente.
Il terzo soccorritore effettuerà la medesima manovra con l'altra cinghia "inguinale"
- Il primo soccorritore manterrà la posizione neutra.
Il secondo soccorritore applicherà l'eventuale spessore tra il capo e l'estricatore e posizionerà le ali alte laterali dell'estricatore a fianco del capo, quindi posizionerà il cinghietto sotto il mento dell'infortunato fissandolo verso l'alto sull'estricatore con la parte "velcrata"; ripeterà l'operazione con il cinghietto a livello della fronte, fissandolo verso il basso, in modo che incroci il precedente. Il terzo soccorritore posizionerà un'ulteriore cinghia agli arti inferiori, appena sotto il ginocchio, per favorire l'estrazione atraumatica.
Durante questa manovra il primo soccorritore abbandonerà progressivamente la tenuta del capo.
- A questo punto altri soccorritori prenderanno un sistema di immobilizzazione completo (quale la tavola spinale o altra barella rigida) e la prepareranno dal lato ove si vuole estrarre il ferito, per adagiarvelo sopra.
Il secondo soccorritore metterà in tensione accuratamente le tre cinghie di contenzione (toraco-addominali) con lo stesso ordine, ovvero centrale, inferiore ed infine superiore; la tensione delle cinghie dovrà essere tale per cui una mano inserita tra cinghia e traumatizzato possa essere estratta con una certa fatica.
A questo punto la manovra eseguita su di un infortunato, recuperato all'interno dell'abitacolo di un autoveicolo, differisce a seconda dell'accesso utilizzato per estrarre l'infortunato.
ACCESSO LATERALE
Può essere effettuata dallo stesso lato dove si trova l'infortunato o dal lato opposto del veicolo secondo l'accessibilità all'infortunato e le alterazioni strutturali del veicolo incidentato.
Si posiziona la tavola spinale sul sedile con i piedi rivolti verso l'infortunato e la si fa scivolare tra i glutei dell'infortunato ed il sedile.
A questo punto si ruota il paziente afferandolo per le ascelle, il torace e le spalle ma aiutandosi molto poco con le cinghie dell'estricatore per non alterare la posizione del capo. Un altro soccorritore aiuta la rotazione delle gambe.
Mantenendo le gambe semiflesse per non alterare la lordosi lombare, si fa scivolare dolcemente il traumatizzato  sulla tavola spinale.
Se possibile, si posizionano alcune cinture (anche non il fissaggio completo) per estrare la tavola spinale ed il ferito in sicurezza.
Alla fine della manovra, si posizionano le cinghie della tavola, se l'immobilizzatore è applicato correttamente ed in modo stabile, si può fare a meno del fermacapo poichè la parte alta dell'estricatore è comunque efficace come immobilizzatore del capo.
Si ha cura di passare le due cinghie superiori a lato del capo per immobilizzarlo lateralmente.
Si allentano le cinghie addominali e sottocoscia dell'estricatore.
In caso di assenza della tavola spinale l'estricazione atraumatica è più complessa; l'utilizzo della barella a cucchiaio è meno agevole, efficace e "tutelante" per l'infortunato di quello della tavola spinale.
ACCESSO POSTERIORE
L'estrazione dell'infortunato avverrà dalla parte posteriore del veicolo attraverso l'apertura del portellone. Dovrà essere abbattuto il sedile, inserita la tavola spinale tra il traumatizzato ed il sedile e, per quanto possibile, si farà scivolare l'infortunato sulla tavola trascinandolo per le ascelle ed il torace, cercando di evitare di trazionare direttamente l'estricatore per non alterare la posizione del capo. Le successive manovre non saranno differenti rispetto all'estricazione laterale.
ARTICOLO REDATTO DAL DOTT.GUIDO F. VILLA E DALL'I.P. MATTEO SELVA DELLA CENTRALE OPERATIVA DEL 118 DI LECCO